Solid Surface

Era il 1967 quando l’azienda americana DuPont crea il Corian, il primissimo “solid surface” o “pietra acrilica” composto da una miscela di idrossido di alluminio e di resina acrilica che rivoluziona il mondo dei materiali da interno.
La DuPont detiene il brevetto per 50 anni fino a quando le aziende iniziano ad imitarlo e a produrre materiali analoghi sempre a base acrilica e dall’effetto “soft touch”.
Primo competitor in assoluto è il Cristalplant, azienda italiana che promuove l’uso di resine di origine vegetale Biobased, e minerali di triidrati di alluminio, partner dei più grandi marchi di design come Antonio Lupi, Agape, Milldue, Zucchetti, e tanti altri.
L’impiego principale dei solid surfaces negli interni è per i top cucina, lavabi, piatti doccia, vasche, e permettono di ottenere qualsiasi tipo di forma grazie alla termoformatura e agli spessori ridotti, senza giunzioni.
Entrambi i materiali hanno una vasta scelta colore e finiture anche a campione, con l’unica differenza che il Corian presenta il pigmento nell’impasto, mentre il Cristalplan viene verniciato in superficie.
Diffidate di altri marchi che si vendono come materiale simile a questi e che non sono certificati, soprattutto se al tatto rilasciano una polvere bianca.

Pregi di un Solid Surface:
– estetica e tocco soft touch;
– facilità di pulizia;
– igienico;
– non assorbe;
– i graffi vengono eliminati rigenerando il materiale con apposita spugna in dotazione;
– possibilità di avere superfici continue (angolari, lavabi/top) e di spessori ridotti.

Contro di un Solid Surface:
– costo;
– non adatto alle alte temperature.

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