Spazi nascosti

Una delle cose che preferisco nella progettazione è dividere lo spazio con il mobilio, dividendo l’ambiente con dei setti, che permettono di separare le varie funzioni e creano nuovi scenari che incuriosiscono chi li attraversa.

Niente di nuovo, dobbiamo questa tipologia architettonica al grande Mies van der Rohe e al suo neoplasticismo, basti pensare al progetto per la casa di campagna in mattoni del 1923, un’esperienza estetica di spazi, alternati da pareti terra/cielo.

Provare a rivedere la propria camera da letto come ad un susseguirsi di azioni diverse, specialmente se condivisa con il proprio partner, permette di avere più ordine e più privacy.
La cabina armadio di Villa Arèle (vedi in portfolio su puntoperspectiva.it) oltre a dividere la stanza in due parti, letto e armadiatura, funge anche da testiera del letto con prese elettriche e lampade a sospensione.
Realizzando l’elemento divisorio/armadio direttamente in legno guadagnamo lo spessore che avrebbe occupato una tramezza, inoltre le tavole in legno che lo compongono accompagnate al parquet a terra arredano e incorniciano il letto.

Come ho anticipato nella newsletter sulla progettazione degli spazi complessi, molte volte la soluzione più efficace è quella di posizionare il mobilio al centro e di muoversi circolarmente attorno ad esso.

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